«Il confronto istituzionale ha portato all’accoglimento delle nostre istanze. Ora il progetto può diventare una grande occasione di rigenerazione urbana e sociale»
La pubblicazione del concorso di progettazione per la riqualificazione dell’ex Carcere di San Sebastiano rappresenta un momento importante per Sassari e per l’intera Sardegna. Non siamo di fronte soltanto alla trasformazione di un complesso edilizio storico in un nuovo Polo Giudiziario. Siamo davanti a una delle più significative occasioni di rigenerazione urbana, architettonica e sociale che la città abbia avuto negli ultimi anni.
Come Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Sassari, desidero innanzitutto ringraziare l’Agenzia del Demanio, nella persona del Direttore regionale Dott. Gianluca Palla, per la disponibilità al confronto e per l’attenzione dimostrata nei confronti delle istanze formulate dall’Ordine e dalla Federazione degli Ordini degli Architetti PPC della Sardegna. Un ringraziamento particolare va inoltre al RUP, ing. Nicola Ligas, e a tutto lo staff dell’Agenzia che ha collaborato alla costruzione e allo sviluppo della procedura, per il lavoro svolto e per la disponibilità dimostrata nel confronto con il sistema ordinistico.
È importante precisare che si è trattato di un confronto promosso e portato avanti dal sistema ordinistico degli Architetti, attraverso l’Ordine di Sassari e la Federazione regionale, che rappresenta i quattro Ordini territoriali degli Architetti PPC della Sardegna. La nostra iniziativa non nasceva da una logica rivendicativa, ma dalla volontà di contribuire, attraverso le competenze proprie dell’istituzione ordinistica, alla costruzione delle condizioni migliori per una procedura destinata a produrre un intervento di straordinaria rilevanza per la città.
Le nostre istanze sono state accolte
Il confronto con l’Agenzia del Demanio ha prodotto un risultato concreto. Avevamo chiesto che i tempi previsti inizialmente per le due fasi del concorso fossero adeguati alla complessità dell’intervento, affinché i concorrenti potessero sviluppare proposte realmente approfondite e multidisciplinari. L’Agenzia ha recepito questa richiesta, portando i termini a 150 giorni per la prima fase e 90 giorni per la seconda.
È stata inoltre chiarita la questione delle competenze professionali: il Demanio ha espressamente previsto che il responsabile della progettazione architettonica e il direttore dei lavori siano in possesso dei requisiti propri dell’Architetto iscritto alla Sezione A, settore Architettura, richiamando l’articolo 52, comma 2, del R.D. 2537/1925.
Anche la richiesta relativa alla certificazione dell’attività progettuale svolta dai gruppi ammessi alla fase successiva è stata recepita nella procedura, con la previsione del rilascio del certificato di buona esecuzione ai concorrenti premiati.
Il ruolo di un Ordine che è ente pubblico
Questo risultato rappresenta anche un’occasione per ribadire quale debba essere il ruolo di un Ordine professionale. L’Ordine degli Architetti non è soltanto il soggetto che vigila sull’esercizio della professione e sulla sua corretta applicazione: è un ente pubblico che possiede un patrimonio di conoscenze e competenze tecniche che può e deve mettere a disposizione delle altre istituzioni.
Quando un’amministrazione pubblica deve affrontare una trasformazione urbana di questa dimensione, il confronto con gli organismi professionali può rappresentare un valore aggiunto. Il compito dell’Ordine non è quello di sostituirsi all’amministrazione nelle decisioni, ma di dialogare con essa, fornire contributi tecnici e istituzionali e concorrere alla ricerca delle soluzioni migliori nell’interesse della collettività.
È esattamente ciò che è avvenuto nel caso di San Sebastiano. Il dialogo con l’Agenzia del Demanio ha dimostrato che istituzioni diverse, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, possono lavorare insieme per migliorare una procedura e creare condizioni più favorevoli alla qualità del progetto.
Perché il concorso di progettazione è importante
L’Ordine degli Architetti di Sassari sostiene il concorso di progettazione quale strumento da utilizzare per le opere pubbliche di maggiore importanza e complessità. Quando un intervento è destinato a modificare in maniera significativa un luogo della città, deve poter emergere soprattutto la qualità della proposta progettuale.
Nel caso di San Sebastiano questa esigenza è evidente. Il progetto dovrà confrontarsi contemporaneamente con la storia del complesso, con la sua tutela, con la nuova funzione giudiziaria, con il tessuto urbano circostante, con gli spazi pubblici e con le esigenze della città contemporanea. Una complessità che richiede un progetto di architettura e non una semplice operazione edilizia.
Una grande opportunità per i giovani professionisti
C’è poi un elemento del concorso che considero particolarmente importante: la possibilità di partecipazione dei giovani professionisti. La procedura è articolata in due fasi e la prima costituisce un’occasione di confronto progettuale nella quale il valore della proposta può emergere prima della selezione dei gruppi che accederanno alla fase successiva.
Questo rappresenta una concreta opportunità per i giovani architetti e per gli studi professionali che non dispongono ancora della struttura tecnico-organizzativa e dell’esperienza necessarie per affrontare autonomamente incarichi di questa dimensione.
Un giovane gruppo può partecipare alla prima fase con la propria proposta, costruendo una propria identità progettuale e dimostrando la propria capacità ideativa. Qualora la proposta venga selezionata tra le cinque che accederanno alla seconda fase, il gruppo potrà continuare il percorso progettuale, integrando le proprie competenze con quelle di studi più strutturati e di professionisti in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa per lo sviluppo delle prestazioni successive.
Non è quindi necessario che il giovane professionista abbia già alle spalle la struttura di un grande studio per poter entrare nella competizione: può entrarvi attraverso la qualità della propria idea e, successivamente, costruire le necessarie collaborazioni professionali. È una delle ragioni per cui il concorso può rappresentare un ponte tra giovani energie progettuali ed esperienza professionale.
Da ex carcere a Polo Giudiziario
Il progetto riguarda la trasformazione dell’ex Carcere di San Sebastiano nel nuovo Polo Giudiziario di Sassari. L’intervento, del valore complessivo di 77 milioni di euro e interamente finanziato dall’Agenzia del Demanio, costituisce una delle principali operazioni di investimento pubblico previste per la città.
Il complesso, il cui primo impianto risale al 1857, occupa una posizione centrale nel tessuto urbano storico ed è un bene di interesse storico e artistico. La sua trasformazione potrà quindi produrre effetti che vanno ben oltre il perimetro dell’area interessata dai lavori. L’intervento si inserisce nel Piano Città degli immobili pubblici di Sassari e punta a coniugare la tutela della memoria storica con una nuova funzione pubblica strategica, contribuendo alla rigenerazione urbana dell’area. Una porzione del complesso è già stata restituita alla cittadinanza attraverso il Temporary Use per attività civiche, culturali e sociali.
La sfida è quella di restituire alla città un luogo oggi in larga parte separato dal tessuto urbano, trasformandolo in una nuova centralità. La dimensione giudiziaria dovrà quindi dialogare con quella urbana e sociale.
Una trasformazione che riguarda tutta Sassari
Un investimento di queste dimensioni può produrre effetti sull’economia locale, sui servizi, sulla mobilità, sulle attività commerciali e professionali e, più in generale, sulla vitalità della parte centrale della città.
Il vero valore dell’operazione dipenderà dalla qualità del progetto: dovrà essere capace di conservare e valorizzare la memoria del complesso senza trasformarla in un vincolo immobile; introdurre nuove funzioni senza cancellare la storia del luogo; costruire un rapporto nuovo tra il Polo Giudiziario e la città.
Un modello che l’Ordine continuerà a sostenere
La vicenda di San Sebastiano dimostra quanto sia importante che le istituzioni professionali partecipino attivamente ai processi che riguardano la trasformazione del territorio. Come Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Sassari continueremo quindi a sostenere il ricorso al concorso di progettazione per le opere pubbliche di maggiore rilevanza, perché riteniamo che la qualità della progettazione debba essere posta al centro delle politiche pubbliche.
Continueremo inoltre a promuovere il dialogo con le amministrazioni e con tutti i soggetti istituzionali coinvolti nei processi di trasformazione urbana. Il nostro obiettivo non è quello di rivendicare spazi, ma di mettere a disposizione della comunità la competenza della professione.
Nel caso di San Sebastiano questo dialogo ha prodotto un risultato concreto. Per questo desidero rinnovare il ringraziamento alla Direzione regionale, al RUP ing. Nicola Ligas e a tutto lo staff che ha seguito la procedura, per l’attenzione, la disponibilità e il lavoro svolto.
Ora la parola passa ai progettisti. E soprattutto passa alla città. San Sebastiano è un’occasione per dimostrare che la qualità dell’architettura può diventare uno strumento concreto di rigenerazione urbana, crescita sociale e costruzione del futuro di Sassari.
Arch. David Foddanu Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Sassari




