FAQ

Si riportano i quesiti pervenuti dagli iscritti e le relative  risposte della Commissione Bonus Superbonus:

Giugno 2022

  • Nel caso di installazione di impianto a pavimento radiante su un solaio confinante con ambiente non riscaldato,  è necessario che il solaio post intervento rispetti i requisiti minimi? e quindi in caso contrario provvedere anche all’isolamento del pavimento? 

(Risposta) Nel caso si intervenga su un elemento specifico, e l’intervento ricade nell’ambito delle ristrutturazioni importanti (primo o secondo livello) o nel caso delle riqualificazioni energetiche, allora è necessario garantire il rispetto dei valori di trasmittanza termica del singolo elemento.
Nel caso di specie, pertanto, sarà necessario garantire i valori prestazionali del solaio nel quale si interviene (limiti di trasmittanza termica, trasmittanza termica periodica, ecc…).
Esistono, tuttavia, delle deroghe.
La prima è prevista dal punto 2) del punto 1.4.3 “Deroghe” dell’Allegato I al Decreto Requisiti, il quale recita
In caso di interventi di riqualificazione energetica dell’involucro opaco che prevedano l’isolamento termico dall’interno o l’isolamento termico in intercapedine, indipendentemente dall’entità della superficie coinvolta, i valori delle trasmittanze di cui alle tabelle da 1 a 4 dell’Appendice B, sono incrementati del 30%.
Pertanto sarà possibile prevedere la coibentazione della struttura, il cui valore può essere comunque superiore del 30% ai limiti imposti dalle tabelle.
Il Legislatore ha previsto, proprio in merito ai sistemi radianti a pavimento, la possibilità di derogare le altezze minime previste dal DM 05/07/1975, noto come DM Sanità; al punto 4 del paragrafo 2.3 del medesimo Allegato I di cui sopra, troviamo
Negli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazioni importanti, o a riqualificazioni energetiche come definite all’articolo 2, comma 1, lettere l-vicies ter), e l-vicies quater), del decreto legislativo, con le precisazioni di cui ai paragrafi 1.3 e 1.4 del presente Allegato, nel caso di installazione di impianti termici dotati di pannelli radianti a pavimento o a soffitto e nel caso di intervento di isolamento dall’interno, le altezze minime dei locali di abitazione previste al primo e al secondo comma, del decreto ministeriale 5 luglio 1975, possono essere derogate, fino a un massimo di 10 centimetri.
Ultima deroga, è quella prevista dallo schema di relazione approvato con il Decreto interministeriale 26 giugno 2015 “Schemi e modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell’applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici”, nel cui schema di relazione riportato nell’allegato 1 al capitolo 7 si conferma la possibilità della deroga specifica per impossibilità tecniche:
7. ELEMENTI SPECIFICI CHE MOTIVANO EVENTUALI DEROGHE A NORME FISSATE DALLA NORMATIVA VIGENTE
Nei casi in cui la normativa vigente consente di derogare ad obblighi generalmente validi, in questa sezione vanno adeguatamente illustrati i motivi che giustificano la deroga nel caso specifico
“.
Quest’ultima sarà da utilizzare, a titolo meramente esemplificativo, sia per specificare in relazione l’eventuale deroga prevista dal punto 4 del paragrafo 2.3 dell’Allegato I sopra indicato sull’altezza minima interna nel caso di realizzazione di pavimenti radianti, sia nello specificare l’impossibilità tecnica nel raggiungere i valori imposti dalle tabelle, nel caso in cui, anche con la deroga del punto 4 del paragrafo 2.3, non sia possibile rispettare i limiti normativi imposti senza garantire il rispetto delle altre normative vigenti (come ad esempio l’altezza minima, oltra la deroga di cui sopra).

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  • Si chiede  un’indicazione inerente all’inserimento dei dati richiesti in fase di asseverazione tramite il portale ENEA. Il quesito specifico riguarda il valore espresso in metri quadri che indica la superficie delle pareti verticali su cui si realizza l’isolamento. Per tale valore sono in possesso di più indicazioni:1) il valore estratto dal software di calcolo energetico, che ragiona sottraendo la superficie delle aperture finestrate;

    2) il valore del computo metrico, calcolato secondo la logica del vuoto per pieno per tutte le aperture di ampiezza minore di 4mq, oltre all’aggiunta di una percentuale per lo sfrido;

    3) il valore desumibile dagli elaborati grafici in scala consegnati in presso l’Ufficio Tecnico comunale.

    Posto che:

    – i valori di cui al punto 1) sono estrapolati da un apposita funzione del software e non sono esplicitati in nessun elaborato da consegnare;

    – i valori di cui al punto 2) sono oggetto di asseverazione in quanto allegati sul portale ENEA;

    – i valori di cui al punto 3) sono strumento di eventuali controlli da parte degli enti preposti;

    secondo il vostro studio dell’argomento, quale delle tre opzioni risulta più corretta in fase di asseverazione?

    (Risposta) Il valore corretto relativo alle superfici opache (verticali o orizzontali) è quello del computo metrico che dovrebbe corrispondere a quello che è stato effettivamente realizzato. L’unico aspetto da tenere in considerazione è che la superficie opaca disperdente totale è desunta dal software di calcolo e precaricata in fase di creazione dell’asseverazione sul sito enea, pertanto solo nella particolare ipotesi in cui si coibenta il 100% delle superfici opache disperdenti, la superficie da inserire nelle singole categorie (verticali, orizzontali, pavimenti, ecc…) sarà quella estratta dal software (diversamente si avrebbe una superficie opaca oggetto di coibentazione maggiore di quella disperdente dichiarata).

Maggio 2022

  • Ristrutturazione (bonus 50%) con cessione del credito per la quale va effettuata l’asseverazione prezzi. L’importo totale dei lavori è 160.000€, ma il massimo asseverabile per unità immobiliare è di 96.000€. La domanda è: il computo allegato all’asseverazione deve contenere tutte le lavorazioni che verranno eseguite durante la ristrutturazione, e quindi indicativamente coprire il 70% di ognuna di queste (sempre che rientrino all’interno dei prezzari ovviamente) fino ad arrivare ad importo asseverabile di 96.000€? Oppure si può asseverare un computo costituito solo da alcune voci fino ad arrivare appunto a 96.000€ e quindi non includerle tutte?

(Risposta) L’asseverazione di congruità delle spese, per la quale è necessario redigere un computo metrico, è necessaria per tutte le spese che beneficiano di contributi fiscali. Si ritiene, pertanto, che il computo possa (e non debba) contenere solo le spese che beneficiano del contributo fiscale. Tuttavia, non si ritiene errata nemmeno la modalità di un computo metrico totale (160 mila euro nel caso di specie), la cui spesa ammessa rimane comunque nel limite di 96 mila euro. In ultimo, poiché la norma richiede la congruità delle spese solo per quelle che beneficiano del contributo fiscale, si consiglia di redigere un computo metrico solo per le spese da portare in detrazione, e uno per le spese eccedenti (o anche un computo metrico unico suddiviso per capitoli/categorie, che rappresentano le spese detraibili e non detraibili). Si rammenta che per il bonus ristrutturazione, l’asseverazione di congruità delle spese è necessaria per gli interventi che godono dello “sconto in fattura” o della “cessione del credito”; qualora il committente intenda fruire, invece, della detrazione fiscale dell’imposta IRPEF, non è richiesta la congruità delle spese sostenute.

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  •  Secondo la normativa, il computo deve essere stilato attraverso le voci di prezzario (Regionale, DEI, ecc.) in modo da definire quali siano i costi massimi ammissibili per le lavorazioni. Ma nel momento in cui la quotazione reale per effettuare una determinata lavorazione risulta inferiore (ad esempio a seguito di sconto dell’impresa esecutrice) come ci si deve comportare? Nel momento in cui il portale ENEA  impone che le fatture emesse abbiano un importo uguale al costo derivato dal computo, questo deve essere impostato sui preventivi reali di imprese e forniture? o deve mantenere gli importi del prezzario? E’ ovvio che definendo un importo complessivo dei lavori “da prezziario” si avrà una discrepanza con il costo effettivo dei lavori realizzati.

(Risposta) Enea non impone che il computo metrico sia uguale alla spesa sostenuta. Enea richiede il computo metrico al fine di verificare che le spese sostenute e indicate in asseverazione siano uguali o inferiori a quelle del computo, così da poterle considerare congrue. Si ritiene che nell’asseverazione sia necessario indicare le spese realmente sostenute, e che il computo metrico mantenga i costi previsti dai prezzari citati, anche se il totale del computo metrico supera la spesa sostenuta.

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  • Sostituzione degli infissi di una villa unifamiliare sita in agro, costruita intorno alla fine degli anni ’90. Il progetto prevede la ristrutturazione di un edificio con opere interne e modifiche prospettiche regolarmente autorizzato dal Comune  e un congiunto intervento di efficientamento energetico. Per la realizzazione delle opere il cliente usufruirà del bonus ristrutturazione e del superbonus 110%. Le opere riguarderanno due interventi trainanti: isolamento termico dell’involucro e sostituzione dell’impianto di climatizzazione. Inoltre saranno realizzati i seguenti interventi trainati: sostituzione degli infissi, installazione di un impianto fotovoltaico con batterie di accumulo, posa di un impianto solare termico. Gli infissi attualmente esistenti saranno sostituiti con altri di differente quantità, posizione e dimensione, mantenendo una superficie totale degli infissi ex post minore o uguale di quella ex ante. Con riferimento alla risposta dell’Agenzia delle Entrate a un quesito di un cittadino, la n° 524/2021, si ritiene che l’intervento rientri nei requisiti per poter utilizzare il Superbonus. Di seguito si cita un estratto della risposta dell’Agenzia delle Entrate: “Relativamente alla fattispecie rappresentata, l’istante riferisce che, nell’ambito di una ristrutturazione di un immobile residenziale unifamiliare, verranno eseguite sia opere strutturali, comprensive di opere edili di ridistribuzione degli spazi interni, sia di riqualificazione energetica, quali un nuovo impianto di riscaldamento in pompa di Calore e la coibentazione orizzontale e verticale dell’edificio. Al riguardo si premette che, fermo restando che la qualificazione delle opere edilizie spetta al Comune, o altro ente territoriale competente in tema di classificazioni urbanistiche, è necessario che gli interventi edilizi da eseguire siano inquadrabili nella categoria della “ristrutturazione edilizia” ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lett. d) del D.P.R. n. 380 del 2001 (TU dell’Edilizia) e che dal titolo amministrativo autorizzativo risulti che non si tratta di un intervento di nuova costruzione. Relativamente al quesito, concernente la possibilità di ammettere al Superbonus nuovi serramenti che hanno una diversa geometria rispetto a quelli esistenti, sentito il Ministero dello sviluppo economico, si ritiene che nella disciplina del Superbonus, gli interventi su serramenti e infissi possono essere esclusivamente “trainati” ai sensi del citato articolo 119, comma 2 del decreto Rilancio. Come nell’Ecobonus, l’intervento deve configurarsi come sostituzione di componenti già esistenti o di loro parti e non come nuova installazione. Ciò considerato, per gli interventi diversi da quelli di demolizione e ricostruzione è possibile fruire dell’Ecobonus anche nell’ipotesi di interventi di spostamento e variazione dimensionale degli infissi a condizione che la superficie “totale” degli infissi nella situazione post intervento sia minore o uguale di quella ex ante. Ciò a garanzia del principio di risparmio energetico.” Il principale dubbio per una corretta impostazione della pratica del Superbonus 110%, è dato dal fatto che sul portale dell’ENEA, quando si compilano i dati dei singoli infissi da sostituire, c’è la possibilità di inserire una sola misura in metri quadri, senza poter raffrontare l’intervento ex ante ed ex post. Non trovando un riferimento normativo esaustivo, il progettista opta  per l’inserimento sul portale dell’ENEA delle superfici dei singoli infissi ex post e, in fase di verifica e controllo dei requisiti, dimostrare tramite i grafici di progetto la condizione per cui la superficie totale degli infissi ex post risulti minore o uguale di quella ex ante. Il quesito posto é la conferma che l’iter descritto sia corretto.

(Risposta) La nota 524/2021 dell’AdE conferma la possibilità di portare in detrazione la spesa sostenuta per gli infissi, anche nei lavori che prevedono la modifica degli stessi, di cambio di forma geometrica, di posizione, e di dimensione, a condizione che la superficie totale ex post sia uguale o inferiore alla superficie totale ex ante. Ad oggi non esistono indicazioni operative ufficiali da seguire, pertanto si ritiene  che la modalità proposta possa ritenersi corretta.

Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori della provincia di Sassari

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